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mercoledì, 01 aprile 2009

un suono sinistro squarciò il silenzio

BUUUUUUURP



Mi dimentico del blog.
Probabilemente mi ricordo delle cose solo quando mi servono a compensare qualcosa, intendo delle cose del genere di un blog. Quindi adesso esso,in quanto tale, non mi serve a niente. Forse. Potrebbe tornare a servirmi come prima o anche in modo diverso, chissà se ci sarà questa evoluzione? O un'altra.
Constatazione. Non mi sento in colpa. Allora ci si potrebbe chiedere perchè sto scrivendo in questo momento,proprio queste parole.....ci si potrebbe....me lo sto chiedendo io 'non raccontarmi balle Vale,eccheccazzo!!!'
Risposta semplice. Perchè ho sonno,non riesco a studiare e non posso andare a camminare fuori come vorrei, visto che mi fa male una gamba.
Blog,ultima spiaggia o ritorno alla vita? Bho,ecchissenefrega.

postato da: misantropologa alle ore aprile 01, 2009 17:02 | link | commenti (2)
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lunedì, 23 febbraio 2009

Freddo inverno.
Si congela al sole, mi chiedevo stamattina se tornerà la primavera? C'è più un posto al riparo da questo mondo? Poi una risposta forse l'ho trovata.
Ho visto un uomo da solo, in mezzo a molti altri.


























Inverno





















postato da: misantropologa alle ore febbraio 23, 2009 22:28 | link | commenti (3)
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giovedì, 29 gennaio 2009

GNAM GNAM






















































Gnam Gnam
postato da: misantropologa alle ore gennaio 29, 2009 13:52 | link | commenti (8)
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venerdì, 23 gennaio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.flickr.com/photos/31916765@N04/3137977921/

              Per il Fotografo..... http://www.flickr.com/photos/31916765@N04/3137977921/

                    Testa di Mela

Il giorno in cui Testa di Mela si decise a mettere la testa a posto fu un giorno in cui la neve sopra di lui comincio ad accumularsi irrimediabilmente.

Aveva sentito parlare dai frutti degli alberi vicini, di lunghi inverni e di nevicate pesanti capaci di seppellire per mesi semi, germogli e intere distese di erbe ma la rinascita primaverile a cui aveva egli stesso assistito, aveva fatto diffidare Testa di Mela dei racconti uditi . Si era convinto piuttosto che  se ce la poteva fare un fragile fiore di pesco a sopravvivere nel suo misero abitino invernale, allora per lui, che discendeva dagli impavidi meleti abitatori delle gelide valli alpine, sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Abbiamo detto che quello era un giorno speciale per Testa di Mela, occorrerà adesso spiegare la ragione di ciò.

Essere una mela al tempo in cui Testa di Mela venne al mondo, non era più come una volta si potrebbe dire.

Un tempo, raccontavano quegli alberi che vantavano decine di anni di esistenza, prelibate torte di mela suscitavano l’interesse dei ragazzini e richiedevano una buona dose di minacce per poter riuscire ad arrivare intonse all’ora della merenda; adesso surrogati chimici e frivole proposte esotiche abitavano i reparti di frutta e verdura dei supermercati.

Nel luccichio di confezioni carnevalesche distraevano lo sguardo degli apatici consumatori che sferragliavano coi loro carrelli metallici tra le offerte della settimana, dribblando i valigioni a rotelle delle vecchiette. Nei mille gesti acquisiti in secoli di allenamento si scorgevano mani che ancora acchiappavano distrattamente svariate quantità di mele;  sarebbero poi finite dentro stipate buste di plastica e infine stancamente masticate da mocciosi riluttanti.

Ed era proprio per non essere schiaffato in un lurido zainetto e poi sballottato per scale,cortili,pulmini,strisce pedonali,giardini,cortili e nuovamente scale da sudaticci e flaccidi bambini che Testa di Mela, quel giorno d’ inverno, appeso a interminabili giornate di riflessione e intorpidito dal freddo, aveva deciso che il suo destino di mela sarebbe stato diverso. Avrebbe cambiato la storia della sua ordinaria razza e sarebbe stato libero.

Fu proprio la grande quantità di neve accumulata sulla sua testa a convincere Testa di Mela che il gran giorno era arrivato. Infatti,grazie al peso della neve e all’irrigidimento del legno,dovuto al freddo , sarebbero bastati pochi aliti di vento perché il suo picciolo cedesse con facilità.

Ma il tempo passava, senza che Testa di Mela potesse sentire da lontano un cancello cigolare o i lunghi cavi dell’elettricità sopra di lui, fremere al passare di una raffica di vento.

Cominciava a credere che il suo sogno fosse stato una sfida troppo impertinente all’ordine delle cose e stava ripensando a quando, ancora fiore da quello stesso ramo aveva visto un ragazzo molto giovane arrampicarsi sul tronco di sua madre albero e raccogliere uno dei fratelli maggiori per donarlo ad una ragazza che per tutto il tempo dell’ impresa aveva osservato il giovane spaventata e rapita. Era una bella morte quella, pensò Testa di Mela o forse era solo un bel ricordo.

Proprio mentre stava ancora ripensando Testa di Mela avvertì una sensazione strana che lo riportò alla realtà, il freddo sembrava aver ammutolito ogni senso eppure quella vibrazione non doveva essere un’allucinazione perché il picciolo sulla sua testa stava scricchiolando e lui stava cominciando ad oscillare, sempre più velocemente. La neve cominciò a scivolare via e mentre tutte le dita affusolate di sua madre sembravano indicargli le possibili infinite direzioni di una nuova era, Testa di Mela ebbe paura, del vuoto che vedeva sotto di se adesso più minaccioso che mai e di rimanere solo, lontano dal suo destino di essere mela tra tante altre mele; ma la paura passo con quell ’ ultima folata, più forte e più fredda di tutte le altre. La spinta che lo portò in alto gli spalancò davanti agli occhi tutto ciò che mai avrebbe visto se fosse rimasto ad aspettare attaccato ad un ramo, case colorate, uccelli spiumati dal vento, una sconfinata distesa di soffice neve candida dove tanti puntini colorati e urlanti si rincorrevano e cadevano di continuo. Bambini, che sfrecciavano su slittini improvvisati con le buste della spesa e che si lanciavano palle di neve, neve che acchiappavano con mani avide, quelle stesse mani che non avrebbero mai più preso Testa di Mela. Adesso lui era sopra di loro, era sopra ogni cosa e  nessuno mai avrebbe potuto fermare il suo volo.

Fu come se ad esplodere fosse stata tutta la sua incontenibile gioia e non il suo zuccheroso corpo quando Testa di Mela si schiantò in mille pezzi sull’asfalto.

Testa di Mela era libero e dopo non fu più niente.

 

postato da: misantropologa alle ore gennaio 23, 2009 18:31 | link | commenti
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lunedì, 01 dicembre 2008

Ho messo tende color oro alle finestre e una coperta rossa e pesante sul letto.
Gli occhi non sono mai abbastanza per quello che è fuori. Dentro ci vorrebbe più spazio.
postato da: misantropologa alle ore dicembre 01, 2008 00:20 | link | commenti (8)
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martedì, 25 novembre 2008























Sopra il ponte, la strada non la attraversa più nessuno.





La strada sul ponte
postato da: misantropologa alle ore novembre 25, 2008 19:17 | link | commenti
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lunedì, 24 novembre 2008

E all'improvviso si mise a nevicare.

Eppure sugli alberi, a me sembrava di vedere ancora l'autunno. :-)

postato da: misantropologa alle ore novembre 24, 2008 14:59 | link | commenti
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sabato, 15 novembre 2008

Un modo di solitudine - suggerimenti per i temuti regali di Natale,se ancora non sapete cosa regalare a quella vostra amica.....

Ecco cosa propone il mercato.

Questo non è un microfono. Non è adatto ai bambini. Prmere off in caso di pericolo.

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kitty????

postato da: misantropologa alle ore novembre 15, 2008 10:45 | link | commenti (2)
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lunedì, 03 novembre 2008

A Follonica,o nel territorio di Follonica,non è comunque rilevante,oggi,è stata consacrata una nuova Chiesa.
Costo,3 milioni di euro.
Io mi auguro che l'approssimazione e-o la sbadataggine mie e dei cronisti di TV9, siano complici di una mala comprensione e-o espressione della notizia.
Se così non fosse non posso fare altro che chiedermi se c'era bisogno di una intera nuova chiesa,con tutti gli annessi e connessi: altari,
campane,
cappelle,
scale,portici,
lesene,
architravi.....
E mi chiedo soprattutto se non la si poteva realizzare con meno,meno tutto,elementi architettonici e quattrini.
In 2000 anni ne ha ricevuti di altari innalzati alla sua presenza ed in virtù della sua magnificenza,il Signore.Oggi magari, si potrebbe far convergere il desiderio di rendere grazie in modi non dico più pii ma solo meno dispendiosi?
postato da: misantropologa alle ore novembre 03, 2008 21:11 | link | commenti (20)
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martedì, 28 ottobre 2008

Diffida dal sole che brilli intensamente,dalle belle giornate che sembrino non finire mai.

Aspetta arroventando la terra,il sole,culla il suo tepore e intanto stringe la morsa mortale sull'umida vita. Viscida lei,scivola altrove,fino all'ultimo cono d'ombra,costretta a sostare al riparo,da un nascondiglio all'altro si consuma. Trascorre la sua riprovevole esistenza tra la fuga e la vergogna.

Il sole spande il suo asciutto respiro,sa di sorriso e candore,strazia la foglia nell'ultima contorsione sul ramo,contrae la zolla fino a che non si separi delle altre sue sorelle zolle.

Diffida della mano calda di velluto e della lama di luce. Brucia e taglia,lentamente lascia soli.

postato da: misantropologa alle ore ottobre 28, 2008 17:39 | link | commenti (6)
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